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Per curare efficacemente una malattia della pelle nel gatto è necessario innanzitutto individuarne la causa precisa fra le tante possibili.
La pelle e il mantello del gatto sono il bersaglio di molte malattie dermatologiche. Si tratta soprattutto di situazioni allergiche, difficili da | identificare e, quindi, da curare. Seppur scatenate da cause diverse, infatti, possono manifestarsi con gli stessi sintomi e le manifestazioni, inoltre, possono variare da gatto a gatto. L'identificazione delle cause è, dunque, indispensabile ai fini della terapia.
Come districarsi in una selva di cause
Pulci, alimenti, sostanze presenti nell'ambiente esterno (allergeni), come pollini di erbe o di alberi, polvere di casa, acari, muffe, forfora animale e umana. Ma anche insetti, farmaci e irritanti da | contatto. È questa la lunga lista delle più frequenti cause di dermatite allergica, a cui il gatto è più o meno esposto a seconda dell'età. Nel giovane, sono soprattutto i cibi a scatenare il prurito allergico, mentre negli adulti i principali indiziati sono le pulci e gli allergeni ambientali, rispettivamente responsabili della "dermatite allergica da pulci" e della "dermatite atopica". Ma identificare sempre il colpevole ètutt'attro che facile. Possono passare mesi o anni prima che il gatto si sensibilizzi al cibo che mangia tutti i giorni o all'ambiente in cui vive. E un gatto allergico alle pulci non è detto che presenti questi parassiti.Anzi.il soggetto allergico è particolarmente disturbato dalla puntura delle pulci e, in genere, fa di tutto per eliminarle dal suo corpo e ingerirle rapidamente. Risultato: prurito, grattamenti insistenti, pelle arrossata, crostidne e rigonfiamenti, ma totale assenza di pulci.
I sintomi più frequenti
Sicuramente è il prurito il sintomo più frequente di dermatite allergica nel gatto: di varia intensità, localizzato in zone circoscritte (es. testa e collo), oppure diffuso in tutto il corpo. Ed è appunto dal Prurito, a volte molto forte, che deriva il disagio del gatto: leccamento dell'addome o del dorso grattamento anche violento della testa, e mordicchiamento delle zampe. Le conseguenze di questi traumi continui sono visibili a occhio nudo: arrossamento della pelle, formazione di ulcere e croste, perdita di pelo. In particolare, nel gatto può comparire la cosiddetta alopecia simmetrica felina: la presenza, cioè, di vaste zone prive di pelo sull'addome, in conseguenza di un costante leccamento e strappamento del pelo. La lingua ruvida, caratteristica di questa specie, è infatti in grado di spezzare il pelo e asportarlo fin dalla base, lasciando un'alopecia (mancanza di pelo) completa e, spesso, priva di lesioni cutanee.
Le dermatiti tipiche
II gatto reagisce alle diverse sollecitazioni allergiche con forme di dermatrte esclusive della sua ad esempio, è una lesione ulcerativa del labbro superiore.
La placca eosinofilica è una zona ulcerata molto pruriginosa, localizzata prevalentemente sull'addome, sulla faccia interna delle cosce, o sulle zampe. Anche il granuloma eo-sinofìlico è una lesione tipica del gatto, molto pruriginosa, localizzata lungo il margine posteriore della coscia e, meno quentemente, sotto forma di un rigonfiami duro del mento, delle labbra o, addirittura, bocca. Infine con il termine di derma miliare viene diagnosticata la comparsa di piccole crosticine diffuse su tutto corpo del gatto, frequentemente accorri, accompagnate da perdita di pelo.
Evitare gli allergeni e calmare il prurìto
La terapia ideale sta nell'evitare il contatto gatto con le cause che scatenano la risposta allergica e, dunque, il prurito. Situazione reale zabile solo quando il Veterinario riesce a identificare una causa precisa. Se, ad esempio, un alimento, può indicarci una dieta, ci escluda il componente alimentare il minato. Se, invece, si tratta di allergia pulci, una tempestiva profilassi anti rassitaria può risolvere anche il prurito.
La questione è più complessa nel caso di dermatrte atopica (allergia all'ambiente), quando, cioè, possono essere molti gli allergeni ambientali implicati nei sintomi allergici e, i volte, solo un "vaccino per le allergie" può migliorare la situazione. E' però importante tenere presente che, nonostante i periodi di apparente remissione dei sintomi, un gatto allergico rimane tale per tutta la vita. Alla prima occasione, comincerà nuovamente a grattarsi ad avere problemi, più o meno diffusi, alla plle. Per questo, trovare soluzioni capaci di calmare il prurito è l'obiettivo prioritario e, anche, l'unico modo per garantire una buona qualità di vita. Solitamente si ricorre al cortisone, tollerato generalmente meglio rispetto ai cani. Le terapie cortisoniche, però, tendono a perdere efficacia con il passare del tempo, imponendo dosi sempre più elevate e rawicinate, causa di gravi effetti collaterali. In queste situazioni, possono aiutarci sostanze naturali (es. palmrtoiletano-lamide) che coniugano sicurezza d'impiego a effetti anti-prurito.Tali sostanze si rivelano un'utile alternativa ai cortisonici nei casi di dermatite dì lieve e media entità. E, nei casi più gravi, possono anche coadiuvare e potenziare l'azione di questi farmaci, consentendone la riduzione delle dosi e dei tempi di somministrazione. Sarà comunque il Veterinario a scegliere la terapia più adatta a seconda della situazione.
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