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Prendersi cura dell'igiene orale del micio significa evitare serie conseguenze alla sua salute.
La placca è la patina trasparente che quotidianamente si accumula sui denti e che, se non rimossa, si mineralizza trasformandosi in tartaro. Un problema da non trascurare, specie nei soggetti anziani, come confermano recenti statistiche dalle quali risulta come il tartaro sia la prima delle dieci diagnosi più frequenti nel gatto a partire dall'anno di età, con una percentuale in costante crescita dai 3 ai 20 anni.
Un sedimentarsi progressivo
La placca, questa patina invisibile e appiccicosa che si deposita continuamente sui denti, è un vero concentrato di batter! potenzialmente dannosi (oltre 300 tipi diversi), capaci di riprodursi e sopravvivere grazie agli zuccheri forniti dagli alimenti. Se non rapidamente rimossi, questi batteri si moltiplicano sulla superficie dei denti, si insinuano al di sotto del la gengiva, provocano infiammazioni (•gengiviti) e danneggiano il legamento che àncora il dente all'osso (parodonto): un'escalation che, a lungo andare, porta alla perdita dei denti stessi. Questi batteri liberano inoltre sostanze volatili a base di zolfo, responsabili dell'alito cattivo e di veri e propri danni ai tessuti del cavo orale. La placca inizia poi a calcificarsi e a sedimentarsi sotto forma di tartaro: una sorta di cemento, non rimuovibile con la semplice spazzolatura, che sì accumula alla base dei denti e sotto le gengive e che, a causa della superficie rugosa, facilita ancora di più l'adesione della placca ai denti.
I problemi non si fermano alla bocca
Dopo aver danneggiato il parodonto, a lungo andare, i batteri della placca possono diffondersi all'osso mascellare o mandibolare determinando una diffusa infiammazione (osteomielite). E i danni non si fermano qui. Se ancora non si presta la dovuta attenzione ai numerosi segnali di cattiva salute del cavo orale che il gatto ci invia (alitosi, tartaro, gengive rosse e sanguinanti, denti rotti o scheggiati, erosioni/ulcerazioni, difficoltà ad aprire la bocca, dolore nei masticare il cibo, ecc), i germi della placca possono arrivare a diffondersi attraverso il circolo sanguigno, creando seri problemi a organi vitali come cuore, reni, fegato e polmoni.
Una particolare sensibilità alla placca
Nel gatto, in particolare, la placca è in grado | di perpetuare un'infiammazione molto dolorosa e di diffìcile risoluzione, nota come stomatite cronica felina. I gatti affetti da questa patologia, avendo un sistema immunitario tnefficace, sono ipersensibili ai batter! della placca dentale e reagiscono avviando una risposta infiammatoria devastante, che non solo coinvolge l'intero cavo orale fino alla gola e alla faringe, ma crea dolori talmente forti, da dover molto spesso ricorrere all'estrazione totale dei denti per alleviare il grave stato di sofferenza.
Una dieta corretta, oltre a igiene e pulizia costanti
I batteri della placca e il tartaro hanno bisogno di tempo per diventare veri e propri agenti di malattia. È durante questo tempo che dobbiamo intervenire, innanzitutto portando il micio una o due volte all'anno alle sedute di pulizia dei denti (detartrasi), che potranno diluirsi nel tempo solo se rispetteremo le regole di igiene orale quotidiana: pulire quanto più possibile i denti con spazzolini e dentifrici formulati appositamente per l'animale; controllare l'alimentazione; usare supplementi che, contrastando la placca e il tartaro, combattono anche l'alitosi. Insomma, piccoli quotidiani accorgimenti per un grande obiettivo: l'igiene e la salute della bocca del nostro gatto, a tutela del benessere.
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